Ingegneria Energetica e Nucleare

1000aziende

 

             Forum dell’Ingegneria

 

 

Aerospaziale   Biomedica   Geotecnica   Idraulica   Materiali   Meccanica   Navale   Sismica   Strutturale   Trasporti   Vento

Home      Articoli      Ricerca      Rubriche      Collaborazione      Business      Info      Contatti

 

 

 

Produzione di H2 per via nucleare mediante steam reforming

 

 

G. LOMONACO1, P. ROCCHI2, V. ROMANELLO3

 

1Dipartimento di Energetica, Università degli Studi di Pisa, via Diotisalvi, 2 – 56126 Pisa, Italia

2Facoltà di Ingegneria, Università degli Studi di Pisa, via Diotisalvi, 2 – 56126 Pisa, Italia

3Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, Università degli Studi di Lecce, via per Arnesano – 73100 Lecce, Italia

 

 

1.  INTRODUZIONE

 

Dato il continuo aumento della popolazione terrestre (oggi la popolazione mondiale si aggira intorno a 6 miliardi di abitanti, secondo alcune proiezioni dovrebbe sfiorare gli 8 miliardi nel 2030) e quindi della domanda di energia (anche perché un adeguato approvvigionamento energetico fa parte dei più elementari diritti umani) sono divenute sempre più importanti (e sempre più lo diverranno) negli ultimi anni le preoccupazioni mondiali nell’ambito dei rifornimenti energetici e dell’impatto ambientale antropogenico. In tal senso appare evidente che l’opzione nucleare potrà contribuire significativamente alla risoluzione del problema.

Negli ultimi anni l'idrogeno ha focalizzato l’attenzione della comunità scientifica date la sua abbondanza (anche se non allo stato libero) ed il suo ridotto impatto ambientale nella produzione energetica (sia nei motori a combustione interna che nella emergente tecnologia delle celle a combustibile). È possibile infatti realizzare motori a combustione interna che oltre a non emettere particolato, CO, CO2, SO2, ed idrocarburi incombusti ha anche bassissime emissioni di NOx (grazie alla diminuzione della temperatura della fiamma). Le celle a combustibile non presentano alcun tipo di emissioni. I problemi nell’utilizzo di questa fonte energetica riguardano l’accumulo ed il trasporto (l’idrogeno è un gas molto leggero, difficilmente liquefabile).

Infatti si deve sempre ricordare che l’idrogeno è un vettore energetico e non una fonte di energia. L’energia necessaria per la sua produzione  deve, pertanto, essere fornita da qualche altra fonte primaria.

Attualmente il sistema più diffuso prevede il ricorso ai combustibili fossili, in particolare al gas naturale. Dato il basso prezzo attuale di quest’ultimo l’idrogeno attualmente viene prodotto principalmente per questa via (Steam Reforming con vapore). Si deve rammentare però che innanzitutto tale fonte non è rinnovabile, emette importanti quantitativi di emissioni di gas serra (circa 10 Kg per Kg di idrogeno prodotto), ed inoltre che per paesi come il nostro non contribuisce al raggiungimento dell’indipendenza energetica e della diversificazione delle fonti.

In tal senso il calore nucleare prodotto dal Reattore ad Alta Temperatura (HTR) può fornire un significativo aiuto in quanto fonte di calore ad alta temperatura a buon prezzo ed esente da emissioni di gas serra (si ricordi che attualmente circa il 45% del metano utilizzato nello steam reforming viene utilizzato per produrre il calore necessario per la reazione).

Tuttavia bisogna ricordare che il gas naturale ha subito notevoli variazioni di prezzo negli anni, e che secondo alcune stime il suo prezzo continuerà a crescere. Se inoltre le preoccupazioni ambientali in merito al riscaldamento globale legato in particolare alle emissioni di CO2 prevarranno (e pertanto verrà introdotta una carbon tax) il prezzo dell’idrogeno prodotto con processi nucleari potrebbe nel breve periodo essere paragonabile, o addirittura inferiore, a quello prodotto con i sistemi tradizionali attuali.

Nell'ambito del presente lavoro si è preso in considerazione l'apparato sperimentale, utilizzato dalla JAERI per la produzione di idrogeno con il processo di steam reforming, per svolgere un'analisi preliminare di sicurezza mirante alla determinazione dei punti critici dello stesso ai fini della sicurezza. In seguito sono state anche considerate le conseguenze di una ipotetica sequenza incidentale che prevedesse la fuoriuscita di idrogeno nelle condizioni fisico-chimiche nelle quali si trova all'interno dell'impianto.

 

 

2.  steam reforming del metano per la produzione di H2 e metanolo

 

Questa tecnologia è un sistema ampiamente sperimentato ed economico per produrre idrogeno. Probabilmente sarà uno processi più importanti per la produzione di questo vettore energetico nei prossimi anni. Le reazioni chimiche di base per il processo sono:

 

(1)

CH4 + H2O = 3H2 + CO – 49 kcal/mol

 

(2)

CH4 + 2H2O = 4H2 + CO2 – 39 kcal/mol

 

In particolare per la seconda reazione stechiometrica (in cui una molecola di metano reagisce con due di vapore acqueo fornendone una di anidride carbonica e quattro di idrogeno) si liberano 7 Kg di CO2 per Kg di H2 prodotto.

Nella Figura 1 sono sintetizzati i parametri del processo ed in particolare il rendimento della conversione del CH4 nel reforming in funzione della temperatura e del rapporto H2O/CH4.

 

Figura 1

 

 

3.  steam reforming per via nucleare

 

Le reazioni di formazione dell’idrogeno sono endotermiche e, nei processi tradizionali, occorre bruciare combustibili fossili per fornire il calore richiesto. I reattori HTR potrebbero fornire il calore necessario alla reazione con un notevole risparmio di risorse e una diminuzione dell’emissione di gas ad elevato impatto ambientale.

La JAERI ha effettuato una serie di studi per verificare la possibilità di utilizzare questo processo accoppiato al reattore HTTR. I test dell’impianto sperimentale sono previsti per il 2007. I punti fondamentali dello studio riguardano la possibilità di utilizzare un reformer di nuova concezione e un generatore di vapore a convezione naturale integrato con uno condensatore ad aria a circolazione naturale. Particolar attenzione è stata posta nello sviluppo e nella progettazione dei concetti di sicurezza, in particolare per ciò che riguarda gli incendi e le esplosioni che si possono originare nell’impianto. Il diagramma di flusso dell’impianto è riportato nelle Figura 2.

 

Figura 1

 

Il programma New Sunshine avviato in Giappone nel 1993 prevedeva una serie di studi sui possibili sistemi per la produzione di idrogeno. All’interno di questo programma è stata studiata la possibilità di utilizzare un reattore HTGR per fornire il calore necessario per il processo di Steam Reforming ottenendo un elevato rendimento del processo e azzerando le emissioni di CO2. Questo processo è in grado di produrre vettori energetici a basso impatto ambientale riducendo al contempo l’inquinamento ambientale. La JAERI ha studiato la possibilità di accoppiare il reattore HTTR ad un impianto per la produzione di idrogeno e metanolo. Il processo analizzato presenta le seguenti caratteristiche:

 

- È altamente probabile la fattibilità di un siffatto sistema in quanto coinvolge tecnologie sperimentate e conosciute;

- Dimostrare la fattibilità dell’accoppiamento tra lo steam reforming e il reattore HTTR aprirebbe la strada ad altre sperimentazioni nel campo dello sfruttamento del calore ottenuto per via nucleare;

- Lo steam reforming tramite impianto nucleare come mezzo per la produzione di idrogeno senza emissione di CO2 potrebbe essere il punto di partenza per la transizione a uno scenario energetico basato sull’utilizzo dell’idrogeno come principale vettore energetico in luogo dei combustibili da idrocarburi;

- Alcune delle tecnologie necessarie sono già state sviluppate nel corso di altre campagne di studio.

 

Lo schema semplificato del sistema è riportato nella seguente Figura 3.

 

Figura 2

 

I parametri del sistema sono riportati nella Figura 4 (diagramma di flusso del processo di steam reforming accoppiato al reattore HTTR) e nella tab. 1.

 

Figura 3

 

      

Tabella 1

 

Questo sarà probabilmente il primo fra i primi processi con cui il calore di origine nucleare verrà utilizzato per produrre idrogeno, essendo questa tecnologia ormai ben conosciuta e collaudata. Questo processo su scala industriale richiede temperature dell’ordine degli 800°C  e pressioni di 2.5 MPa, con rendimenti variabili dal 50% al 70% (In realtà la reazione si innesca già a temperature dell'ordine di 620 °C, ma la cinetica di quest'ultima migliora all'aumentare della temperatura. D'altro canto esistono delle limitazioni sulla temperatura massima legate alle caratteristiche meccaniche dei materiali usati nel corso del processo stesso. Pertanto l'attuale punto di equilibrio fra le due opposte esigenze si colloca intorno agli 800°C). Nella Figura 5, Figura 6 e Figura 7 sono riportati alcuni schemi di produzione dell’idrogeno per Steam Reforming mediante il reattore HTTR.

 

Figura 4

 

Figura 5

 

Figura 6

 

Nella Tabella 2 è rappresentato un confronto tra le condizioni operative del processo di reforming di produzione dell’idrogeno nel campo convenzionale a combustibile fossile e nel sistema nucleare HTTR

 

Caratteristica di processo

Sistema a combustibile fossile

Sistema nucleare HTTR

Pressione del gas naturale

Da 1 a 3 MPa

4.5 MPa all’ingresso del reformer

Temperatura massima del gas naturale

850 fino a 900°C

800°C

Flusso termico massimo nella zona del catalizzatore

50 fino a 80 kw/m2

40 KW/m2

Utilizzazione dell’energia termica nel reformer

80 fino a 85%

78%

Emissione di CO2 dalla fonte di calore per energia generata

3 ton CO2/h/10MW

0

Tabella 2

 

Nella Figura 8a e Figura 8b sono rappresentati alcuni esempi di reformer per gli impianti HTR.

 

    

Figura 7a                                                                               Figura 8b

 

Nella Figura 9 seguente sono rappresentati i risultati dei test in termini di produzione oraria di idrogeno nell'impianto sperimentale della JAERI.

 

Figura 9

 

In tutti i processi di produzione industriale dell'idrogeno che presuppongano l'utilizzo di impianti chimici associati a quelli nucleari, appare opportuna la separazione degli stessi. L’idea di fondo è quella di disaccoppiare l’impianto chimico da quello nucleare, per motivi di sicurezza (contaminazione dell’idrogeno con sostanze radioattive, in particolare il tritio, e penetrazione di agenti corrosivi all’interno del reattore nucleare), attraverso l’uso di uno scambiatore di calore intermedio (IHX, Intermediate Heat Exchanger), (Figura 10).

 

Figura 10

 

Il fluido vettore più usato è l'elio, ma in linea di principio si potrebbero utilizzare anche CO2, Ar, Ne, N2, vapore. L'utilizzo di questo componente consente pertanto di:

 

- minimizzare la contaminazione della parte chimica (che può pertanto essere posta all'esterno del contenimento del reattore)

- prevenire l'ingresso di acqua e/o gas di processo nel nocciolo in caso di rottura delle tubazioni di scambio

- ridurre i fenomeni di permeazione dell'idrogeno nell'elio del circuito primario e del tritio nella direzione inversa

 

Dal punto di vista meccanico-strutturale le pareti dell'IHX dovrebbero essere realizzate con materiali che resistano molto bene alle alte temperature. Inoltre tali materiali dovrebbero presentare buone caratteristiche di resistenza al creep ed alla fatica, così come un'adeguata resistenza all'insorgenza di fenomeni di instabilità elastica. Le tensioni primarie e secondarie in tale tipo di componenti dovrebbero essere mantenute quanto più basse possibile. Fra le leghe commercialmente disponibili rispondenti a tali particolari specifiche (INCONEL 617, lega a base di Ni-Cr-Co-Mo tipicamente utilizzata nelle turbine a gas – HASTELLOY X, ega a base di Ni-Cr-Mo sviluppata per l'utilizzo nelle turbine a gas – INCOLOY 800H, lega a base di Fe-Ni-Cr utilizzata per i generatori di vapore in campo nucleare) quella che maggiormente si presta all'utilizzo prolungato nel tempo previsto (~100000 ore) è risultata essere l'INCONEL 617. Visto l'alto costo di tale lega e le elevate temperature in gioco, è in corso lo sviluppo di nuovi materiali, per lo più ceramici.

Occorre comunque tener presente che la JAERI ha effettuato solo un test in scala 1:30, simulando la parte nucleare dell’impianto con un riscaldatore elettrico da 380kW per portare l’elio del circuito secondario fino a 880°C. Uno schema semplificato dell’apparato di prova è riportato in Figura 11.

 

Figura 11

 

 

4.  Analisi preliminare di sicurezza della produzione di H2 con il reattore HTTR

 

Ai fini dell'effettuazione di un'analisi preliminare di sicurezza, si è preferito usare una metodologia FMEA piuttosto che HAZOP sostanzialmente per due motivi:

 

· non tutti i dati necessari allo svolgimento di un'analisi HAZOP erano disponibili e/o reperibili;

· l'unico apparato fino ad oggi realmente costruito e funzionante ha il carattere di test di laboratorio, pertanto;

  - le dimensioni delle apparecchiature nonché le quantità di sostanze pericolose implicate nel processo risultano essere piuttosto

    ridotte;

  - i risultati ottenuti dall'analisi sarebbero risultati essere sostanzialmente inapplicabili per apparati analoghi ma di dimensioni

    maggiori (al contrario di quanto avviene per un'analisi più qualitativa di tipo FMEA)

 

I più significativi (dal punto di vista del rischio potenziale) risultati dell'analisi FMEA effettuata sull'impianto sperimentale della JAERI per la produzione di H2 mediante Steam Reforming sono riportati nella successiva Tabella 3.

 

Componente

Modo di guasto

Effetti sul sistema

Effetti su altri componenti

Classe

Manifestazione del guasto

Alimentazione del calore (impianto HTR)

Interruzione del collegamento o malfunzionamento del reattore

Degrado del processo produttivo

Malfunzionamento dello steam reformer

III

Diminuzione della temperatura dell’elio nel circuito secondario

Mancata produzione di vapore con caratteristiche adeguate al processo.

Pompa CH4

Incapacità di fornire la prevalenza al fluido

Degrado del processo produttivo

Variazione dei parametri di processo nello steam reformer

II

Diminuzione di pressione di alimentazione del gas di alimento

 

Serbatoio e linea alimento CH4

Rottura e perdite

Formazione di una nube potenzialmente esplosiva nella parte chimica convenzionale dell’impianto

Mancata alimentazione del gas di processo nello Steam Reformer

IV

Presenza di una pozza/nube di CH4. Rivelatori di gas.

Scambiatore CH4/ gas prodotti

Perdita/rottura dell’interfaccia

Possibile contaminazione dei gas di processo con CH4

Degrado del processo produttivo e della qualità del prodotto finale

III

Presenza di CH4 nel gas prodotto

Pompa H2O

Incapacità di fornire la prevalenza al fluido

Variazione della qualità di H2O allo SG

Nessuno

II

Diminuzione della pressione dell’H2O

Linea alimento H2O

Perdita o rottura

Mancata alimentazione di H20 allo scambiatore H2O/He e allo SG

Possibile surriscaldamento del bundle dello scambiatore.

II

Presenza di pozze d’acqua.

Scambiatore H2O/He

Perdita/rottura dell’interfaccia

Perdita di pressione del circuito secondario dell’elio.

Perdita di uno dei sistema di refrigerazione del circuito primario

IV

Diminuzione di pressione dell’He.

Circuito secondario He

Perdita

Perdita di pressione del circuito secondario dell’elio.

Perdita di uno dei sistema di refrigerazione del circuito primario

IV

Diminuzione di pressione dell’He.

Generatore di vapore

Perdita

Mancata produzione di vapore con caratteristiche adeguate

Degrado del processo produttivo e della qualità del prodotto finale

III

Perdite di H2O o vapore

Radiatore

Perdita dell’alimentazione elettrica/guasto tecnico

Nessuno in caso di normale funzionamento

Possibile surriscaldamento della linea dell’H2O

III

Mancato funzionamento su chiamata

Surriscaldatore

Perdita/rottura bundle

Degrado del processo produttivo

Possibile presenza di He nel circuito dell’H2O e perdita di pressione nel secondario dll’He.

IV

Diminuzione di pressione dell’He.

Steam Reformer

Perdita

Degrado del processo produttivo

Possibili contaminazioni dei circuiti interessati

III

Degrado nella qualità dei gas prodotto

Compressore He

Incapacità di fornire la prevalenza al fluido

Perdita di pressione del circuito secondario dell’elio.

Perdita di uno dei sistema di refrigerazione del circuito primario

IV

Diminuzione di pressione dell’He

Tabella 3

 

Da questa preliminare analisi emergono alcune considerazione significative:

 

· Le uniche ripercussioni di un mancato funzionamento della parte chimica su quella nucleare derivano da eventuali malfunzionamenti o incidenti sul circuito dell’He secondario. In questa caso, infatti, è previsto una procedura di spegnimento di emergenza del reattore e l’interruzione del processo di produzione per salvaguardare l’integrità strutturale dei componenti, in particolare dello Steam Reformer.

 

· Non ci sono invece ripercussioni in caso di malfunzionamento o incidente sulla linea di alimentazione del gas di processo o su quella del vapore. In questo caso infatti è possibile refrigerare ugualmente l’He nel secondario tramite lo SG e lo scambiatore collegato. E’ possibile quindi procedere con lo spegnimento del reattore secondo la normale procedura e non in emergenza.

 

· Considerando la complessità dello schema di processo per la produzione di H2 e le condizioni chimiche e fisiche (ambienti aggressivi e alte temperature) è lecito attendersi che sia molto più probabile un malfunzionamento della linea di produzione dell’H2 piuttosto che della linea di produzione del calore. In questo caso occorre provvedere affinché un tale inconveniente non si traduca automaticamente in uno shutdown del reattore. Lo SG ed il cooler ad aria associato rappresentano una soluzione progettuale ingegnosa. Oltre alla produzione del vapore necessario al processo di reforming, consentono di controllare la temperatura dell’He nel secondario e la sua refrigerazione anche in caso di malfunzionamento della linea del CH4 o dello SR. Infatti anche se dovesse essere sospesa l’alimentazione del vapore verso lo SR è possibile comunque continuare a refrigerare l‘He. In questo caso il vapore prodotto viene inviato al cooler ad aria che lo condensa e lo reimmette nello SG. Stessa soluzione può essere adottata in caso di mancata alimentazioni di acqua: viene sospesa l’alimentazione di vapore allo SR e il vapore prodotto serve solo a refrigerare l’He. La circolazione in questa caso avviene per convezione naturale tra SG e cooler. Nella seguente Figura 12 sono rappresentati gli elementi più importanti di questo sistema.

 

Figura 12

 

· La tecnologia della parte “convenzionale” del sistema di produzione di H2 mediante Steam Reforming è ben conosciuta e sperimentata a livello industriale (il 48% dell’idrogeno a livello mondiale è prodotto con questo processo), ma occorre che alcuni aspetti relativi alla connessione tra parte nucleare e parte chimica dell’impianto siano investigati a fondo prima che il processo possa essere applicabile, tecnicamente sicuro ed economicamente competitivo. I principali campi di indagine per la gestione sicura del sistema sono riassunti nella Figura 13 e di seguito brevemente esposti.

 

Figura 13

 

1) Mitigazione dei disturbi termici al reattore: la soluzione adottata dalla JAERI per limitare tale fenomeno nel reattore HTTR consiste nell'utilizzo del vapore fornito dallo SG come stabilizzatore della temperatura di ingresso dell'elio secondario nell'IHX. Anche in caso di disturbi termici legati a malfunzionamenti nella linea di reforming, la temperatura dell'elio all'uscita dello SG può essere mantenuta costante alla temperatura di saturazione del vapore attraverso la regolazione della pressione. Può succedere che il reattore sia fermato in accordo alle normali operazioni di spegnimento, ma non che capiti a causa dei disturbi termici legati a malfunzionamenti o incidenti, poiché lo SG agisce da assorbitore di questi ultimi. Si cerca di limitare la fluttuazione della temperatura entro i 10°C all'uscita dello SG, poiché aumenti della temperatura dell'ordine dei 15°C causerebbero lo shutdown del reattore HTTR.

 

2) L'assicurazione dell’integrità strutturale del tubo catalitico: il controllo della pressione differenziale fra l’elio e i gas di processo, e la stima dell’infragilimento da idrogeno e corrosione sono tra le possibili soluzioni di questo problema.

 

3) Stima della permeazione del tritio: affinché la produzione per via nucleare dell'idrogeno possa essere considerata una credibile alternativa a quello per via fossile, è necessario che l'idrogeno così prodotto non risulti contaminato dal tritio. Esistono due approcci per limitare efficacemente questa problematica: rimuovere quanto più tritio possibile dal refrigerante primario del reattore, oppure evitarne la permeazione attraverso le tubazioni di scambio. Il rateo di quest'ultima dipende dalle condizioni superficiali delle tubazioni: se la superficie è pulita esso è elevato; al contrario in presenza di uno strato superficiale di ossido tale rateo tende a diminuire. Nella Figura 14 è riportata una rappresentazione dei possibili scambi di tritio tra sorgente (reattore) e sistemi coinvolti, nella Tabella 4 le concentrazioni calcolate del tritio nell'idrogeno prodotto in funzione dello stato delle superfici di scambio.

 

Figura 14

 

Tabella 4

 

· Occorre considerare l’eventualità di incendi ed esplosioni a seguito della formazione di una nube di gas infiammabile come conseguenza di una perdita di idrogeno o metano. E’ sostanzialmente questo il più importante fattore di rischio per gli operatori e la popolazione: risulta quindi necessario evitare e/o minimizzare il più possibile le conseguenze di eventuali incidenti che comportino perdite nelle tubazione che trasportano il gas. Inoltre una eventuale esplosione potrebbe danneggiare le strutture dell’impianto e comprometterne la sicurezza. Occorre considerare 3 possibili casi:

 

I   all’interno dell’edificio reattore

II  all’esterno ma in prossimità dell’edificio reattore

III all’esterno e lontano dall’edificio reattore

 

Nel primo caso le conseguenze di una esplosione potrebbero essere molto gravi e tali da compromettere la sicurezza nucleare del reattore. Occorre intervenire affinché la probabilità di un evento di questo tipo sia ragionevolmente bassa. L’analisi del sistema evidenzia come l’unico caso in cui ci possa essere trasferimento di gas esplosivi dal sistema convenzionale all’interno del reattore sia la contemporanea rottura del circuito dell’elio secondario e dello Steam Reformer. Questo può succedere solo in caso di sisma ed è per questo che il sistema deve essere progettato per avere elevati standard di sicurezza contro le conseguenze di tale evento.

Il sistema di Steam Reforming non è progettato come sistema nucleare e non possiede gli stessi livelli di sicurezza. In caso di esplosione in questa sezione, che è comunque vicina al reattore, potrebbero generarsi carichi termici e onde di sovrapressione tali da pregiudicare l’integrità dell’edificio reattore. Occorre quindi limitare il rischio di perdite di gas infiammabile nei pressi del reattore, ad esempio adottando come soluzione per il trasporto del gas un tubo doppio come quelli usati per il trasporto dei gas tossici.

In caso di evento lontano dal reattore gli effetti dell’esplosione potrebbero essere più significativi di quelli dell’incendio. E’ quindi necessario valutare la distanza di sicurezza nei confronti di questo evento. Se usiamo il modello del TNT equivalente, il modello di formazione della nube e di esplosione riportato in Figura 15 e la distanza scalata ricavata dal grafico in Figura 16 possiamo calcolare la distanza di sicurezza. Ipotizzando di avere una massa di 100 kg di gas con un potere calorifico pari a 3.5·106 J/m3 si ottiene una distanza di sicurezza di circa 200 m.

 

Figura 15

 

Figura 16

 

 

5.  Conclusioni e prospettive future

 

In conclusione già per un impianto sperimentale di piccola taglia come quello preso in considerazione esistono sequenze incidentali potenzialmente pericolose di cui tener debito conto nella fase di progettazione dei sistemi di sicurezza; tali problematiche risulteranno essere inevitabilmente accentuate per impianti di taglia maggiore, ed ancora più sentite per impianti di natura non sperimentale ma commerciale. I risultati ottenuti in questo lavoro possono fornire alcune indicazioni riguardo ai componenti più "critici" ed alle sequenze incidentali più rischiose.

In futuro sarà quindi necessario un ulteriore impegno nel campo della ricerca e dello sviluppo per giungere a sistemi di produzione per via nucleare economicamente e tecnicamente competitivi. L'affermarsi di questa tecnologia, se si tengono ben presenti i suoi limiti intrinseci (l'idrogeno è un vettore energetico e non una fonte di energia e quindi deve essere prodotto industrialmente), è sicuramente una delle più affascinanti e stimolanti prospettive nell'ottica di uno sviluppo della nostra società veramente sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale.

 

 

6.  Bibliografia

 

[1]

G. Lomonaco – Problematiche di sicurezza nella produzione di idrogeno mediante impianti HTR – Tesi di laurea in Ingegneria della Sicurezza Industriale e Nucleare – relatori prof. N. Cerullo, prof. M. Carcassi – Università di Pisa – Dicembre 2003 – http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=10361

[2]

A. Franco – Fonti convenzionali e fonti alternative di energia: applicazioni nei paesi in via di sviluppo – presentato alla conferenza “Risorse Energetiche Sostenibili” – Pisa, Novembre 2003

[3]

V. Romanello – Analisi di alcune peculiari potenzialità degli HTR: la produzione di idrogeno ed il bruciamento degli attinidi – Tesi di laurea in Ingegneria Nucleare – relatori prof. N. Cerullo, prof. G. Forasassi, prof. B. Montagnini, ing. G. Lomonaco – Università di Pisa – Ottobre 2003 – http://etd.adm.unipi.it/theses/available/etd-10152003-181233/

[4]

G. Lomonaco – Le fonti primarie per la produzione energetica: stato dell’arte e problematiche – presentato alla conferenza “Risorse Energetiche Sostenibili” – Pisa, Novembre 2003

[5]

A. Marangon – Prospettive e problematiche dell’idrogeno come vettore energetico – presentato alla conferenza “Risorse Energetiche Sostenibili” – Pisa, Novembre 2003

[6]

G. Lomonaco – I recenti sviluppi dei reattori a gas ad alta temperatura. La collocazione di questi impianti nel futuro piano energetico mondiale. Il programma europeo HTR-N e l'attività di ricerca del DIMNP svolta nel suo ambito. – Tesi di laurea in Ingegneria Nucleare – relatori prof. N. Cerullo, prof. G. Forasassi, prof. B. Montagnini – Università di Pisa – Giugno 2003 – http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=10251

[7]

Hydrogen as an energy carrier and its production by nuclear power – IAEA TECDOC 1085 – Maggio 1999

[8]

A. L. Dicks Hydrogen Generation from Natural Gas for the Fuel Cell Systems of Tomorrow Journal of Power Sources n. 61 pag. 113-124 1996

[9]

K. Verfondern, H. Barnert, W. von Lensa – The Production of Nuclear Hydrogen by means of Process Heat from HTGRs – presentato alla conferenza “ICAP03” Cordoba Maggio 2003

[10]

M. Ogawa, S. Shiozawa – Evaluation of Hydrogen Production System with High Temperature Gas-cooled Reactor – presentato alla conferenza “GENES4/ANP2003” – Settembre 2003

[11]

K. R. Schultz, L. C. Brown, G. E. Besenbruch, C. J. Hamilton – Production of Hydrogen by Nuclear Energy: The Enabling Technology for the Hydrogen Economy – General Atomics

[12]

S. Shiozawa et alii – Nuclear Process Heat Utilization: Hydrogen Production – presentato alla conferenza “HTR/ECS 2002” – Novembre 2002

[13]

K. Schultz – Efficient Production of Hydrogen from Nuclear Energy – General Atomics – California Hydrogen Business Council – Giugno 2002

[14]

Design and evaluation of heat utilization systems for the high temperature engineering test reactor IAEA TECDOC 1236 Agosto 2001

[15]

Safety related design and economic aspects of HTGRs IAEA TECDOC 1210 Aprile 2001

[16]

http://www.inisjp.jaeri.go.jp

[17]

L. M. Crosbie, D. Chapin – Hydrogen Production by Nuclear Heat – presentato alla conferenza “GENES4/ANP20032 – Settembre 2003

[18]

Current status and future development of modular high temperature gas cooled reactor technology – IAEA TECDOC 1198 Febbraio 2001

[19]

High temperature gas cooled reactor technology development – IAEA TECDOC 988 Dicembre 1997

[20]

M. G. Zabetakis, A. L. Furno, G. H. Martindell Explosion Hazards of Liquid Hydrogen Adv. Cryo. Eng. 6, pag. 185-194 1961

[21]

C. M. Guirao, R. Knystautas, J. H. Lee A Summary of Hydrogen-Air Detonation Experiments  Report NUREG/CR-4961, SAND87-7128 Sandia National Laboratory Albuquerque 1989

[22]

M. Berman – A Critical Review of Recent Large-Scale Experiments on Hydrogen-Air Detonations Nuclear Science Technology. n. 93, pag. 321-347 1986

[23]

 J. Singh et al. The Nuclear Heated Steam Reformer – Design and Semi-technical Operating Experiences, Nucl. Engng. And Design 78 (1984), 179-194

[24]

K. Kugeler, H. Barnert Application of the High Temperature Reactor in the Energy Economy, IAEA-TECDOC-761, Vienna, (1993)

[25]

K. Schultz – Efficient Production of Hydrogen from Nuclear Energy – General Atomics – California Hydrogen Business Council – Giugno 2002

[26]

Design and evaluation of heat utilization systems for the high temperature engineering test reactor IAEA TECDOC 1236 Agosto 2001

 

 

ingegnerianucleare.net  -  Tutti i Diritti Riservati