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Ingegneria dei Plasmi e Magnetofluidodinamica ·
· EQUAZIONI DELLA MAGNETOFLUIDODINAMICA (mhd) ·
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INTRODUZIONE ·
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Ipotesi
di Alfven ·
EQUAZIONE DI INTERAZIONE
u-H ·
Problema
Magnetoidrodinamico ·
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INTRODUZIONE La
Magnetofluidodinamica (MHD) si prefigge l’obiettivo di descrivere la dinamica fluidi elettricamente
conduttori chimicamente omogenei ed inerti nella loro interazione con campi elettromagnetici
esterni e l’intera teoria è sviluppata nell’ambito della teoria dei continui. Il
problema Fluidodinamico (o Euleriano) ed il problema Elettromagnetico (o
Maxwelliano) del mezzo risultano nell’ambito della teoria della
Magnetofluidodinamica accoppiati dando origine ad un affascinante e quanto
roccioso sistema di equazioni a derivate parziali ibrido di equazioni lineari
e non lineari. La
formulazione delle equazioni della dinamica di un fluido newtoniano non
micropolare omogeneo monofase rimangono inalterate nell’ambito della
trattazione di seguito proposta mentre per quanto riguarda la parte
elettromagnetica del problema è conveniente considerare quanto segue. Le
variazioni d’intensità del campo elettrico E e del campo magnetico H nel
tempo sono determinate dalla loro distribuzione istantanea e dal movimento
delle cariche negative rispetto alle positive, indipendentemente da come tale
variazione temporale e tale moto relativo sono prodotti, perciò le equazioni
di Maxwell non sono formalmente alterate dal moto del fluido. La parte
elettromagnetica del problema del moto di un fluido elettricamente conduttore
e della sua interazione con eventuali campi elettromagnetici esterni è
trattabile totalmente con le equazioni di Maxwell scritte in presenza di un
mezzo dielettrico e nelle ipotesi di
materiale diamagnetico o paramagnetico. Problema
Maxwelliano
La
parte elettromagnetica del problema, come già argomentato, è posta
matematicamente con le classiche equazioni di Maxwell:
A
tali relazioni è poi utile aggiungere la legge di Ohm generalizzata la quale,
ovviamente, rimane valida nell’ambito questa teoria:
dove
il termine reu è la densità di corrente di convezione. Problema
Euleriano
Le equazioni che descrivono il problema fluidodinamico (o Euleriano) sono, nell’ambito della teoria qui presentata, esattamente quelle della Fluidodinamica Classica opportunamente munite dei termini relativi alle forze di massa maxwelliane e all’effetto Joule. Se F è la forza di natura non elettromagnetica, riferita all’unità di massa, agente sul fluido si ha:
dove
FL è la forza di Lorentz per unità di volume:
per
cui sostituendo la (10) nella (9) si ottiene banalmente:
L’equazione
dell’energia per un fluido newtoniano non micropolare classico, invece,
assume la forma:
la
quale può essere scritta nell’ipotesi di gas perfetto come segue:
La
(13), però, in Magnetofluidodinamica va corretta in virtù dell’effetto Joule:
infatti, si deve tener conto che il campo elettrico può spostare le cariche
elettriche libere nel fluido spendendo una potenza meccanica (si tenga
presente che la forza di Lorentz, e quindi il campo elettrico ad essa
associato, non può compiere lavoro sulle cariche elettriche) espressa dalla
seguente relazione:
la
quale entra di diritto nell’equazione dell’energia (13):
Non
è affatto difficile ricavare l’equazione di produzione dell’entropia in
presenza di effetto Joule e da tale procedimento, qui omesso (si veda
l’articolo “Reologia dei Fluidi Newtoniani” in ), si conclude facilmente che
se l’effetto Joule è presente allora produce entropia. A completamento del
problema Euleriano è necessario tener presente che il medesimo si completa
aggiungendo: L’equazione
di continuità della massa:
L’equazione
di stato dei gas perfetti (è che il modello termodinamico che si è assunto
già nell’equazione dell’energia); Una
relazione m=m(T). Le
equazioni di conservazione della massa, della quantità di moto e
dell’energia, che costituiscono il corpo matematico del problema euleriano
della teoria della
Magnetofluidodinamica, sono più complesse di quanto appaiono: sono non
lineari, accoppiate e difficili da risolvere, è difficile, inoltre, provare
con i metodi matematici esistenti l’esistenza di una soluzione unica per
particolari condizioni al contorno e la dipendenza con continuità della
soluzione dalle condizioni al contorno ed iniziali. L’esperienza
che di fatto mostra che le equazioni di Navier - Stokes descrivono il flusso
di un fluido newtoniano accuratamente ed è solo in particolari casi – flussi
completamente sviluppati in geometrie semplici – che è possibile ottenere una soluzione analitica delle
equazioni di Navier – Stokes sia nell’ordinaria Fluidodinamica che nella
Magnetofluidodinamica e questi flussi sono importanti per lo studio dei
fondamenti di queste displicine ma
sono del tutto irrilevanti dal punto di vista applicativo. Le
7 equazioni del problema maxwelliano più le 7 del problema euleriano
costituiscono la formulazione completa del problema magnetofluidodinamico a
cui, ovviamente, vanno aggiunte opportune condizioni al contorno ed iniziali. Il
problema matematico che si è generato dall’analisi della fenomenologia fisica
di interesse è, allo stato attuale dei risultati prodotti dall’Analisi
Matematica, privo di soluzione ed è
per tale motivo necessario introdurre, in determinate condizioni di flusso,
delle semplificazioni nelle equazioni in quanto alcuni termini in esse
presenti sono poco importanti o trascurabili rispetto ad altri e, nonostante ciò, è possibile che
perfino le equazioni semplificate non ammettano soluzione analitica ed è
quindi necessario introdurre metodi numerici. Ipotesi
di Alfven
L’impossibilità
di poter risolvere il problema matematico alla base della
Magnetofluidodinamica richiede, come già spiegato, di introdurre in opportune
condizioni di flusso delle semplificazioni nelle equazioni valutando la
trascurabilità o meno di alcuni termini in esse presenti rispetto ad altri e
le ipotesi di Alfven si inquadrano pienamente in questa logica. Le ipotesi di Alfven sono le seguenti: · In generale se non vi sono oscillazioni ad
alta frequenza si ha:
In
altre parole ciò equivale ad imporre la trascurabilità della corrente di
spostamento nei problemi di Magnetofluidodinamica. · La corrente di convezione è trascurabile;. La
prima ipotesi di Alfven è avvalorata dall’esperienza sperimentale; per quanto
riguarda la seconda ipotesi si può dare una dimostrazione appropriata ed in
tal proposito si deve tener presente che dalla legge di Ohm generalizzata si
ottiene:
tendendo
conto dell’equazione di continuità della carica elettrica si ottiene:
Introducendo
nella (17) le equazioni (1) e (6) si ottiene:
la
quale può essere riscritta senza troppi sforzi come:
La
(19) presenta una soluzione del tipo:
dalla
(20) è ovvio che si suppone che il movimento esiste da un istante di tempo abbastanza
lontano dall’istante di tempo assunto come istante iniziale, allora è facile
convincersi che il peso della corrente di convezione è del tutto trascurabile
nelle equazioni. EQUAZIONE DI INTERAZIONE u-H
L’equazione
di interazione u-H si inquadra a pieno nella filosofia di ricerca della
riduzione del numero di equazioni figuranti nel problema matematico della
Magnetofluidodinamica, infatti tale l’equazione, come sarà meglio spiegato in
seguito, costituisce l’unica equazione necessarie e sufficienti alla
formulazione matematica del problema maxwelliano nelle ipotesi fluido
incomprimibile e nella validità delle ipotesi di comportamento reologico,
elettrico e magnetico precedentemente formulate. A
partire dalla (4) si può scrivere:
Sostituendo
la (8) in (21) si ottiene:
Tenendo
conto delle equazioni costitutive maxwelliane (5) e (6) e della (3) si ha:
la
quale può essere ulteriormente riscritta come segue in virtù della (2), (3)
e(5):
che
risistemata porta a scrivere:
Le
ipotesi di Alfven prima discusse permettono di riscrivere la (24), se h=1/sm è la diffusività
magnetica, nel seguente modo:
La
quale è l’equazione u-H e quantifica l’interazione fra il campo cinetico ed il
campo magnetico. La (25), essendo Ñ×u=0 e Ñ×H=0, può essere riscritta come:
cioè:
nella
quale si è indicato con:
l’operatore
di derivata sostanziale. Problema
Magnetoidrodinamico
Le
considerazioni fin’ora fatte permettono l’individuazione di un set di
equazioni sufficienti alla soluzione del problema dinamico di un
fluido newtoniano incomprimibile classico elettricamente conduttore immerso in
un campo magnetico e l’interazione del campo elettromagnetico con il fluido
stesso (l’ipotesi di incomprimibilità porta a parlare di Magnetoidrodinamica
piuttosto che di Magnetofluidodinamica, si tratta comunque di un semplice
dettaglio). Le
famose semplificazioni attuabili nelle equazioni vista la trascurabilità di
alcuni termini rispetto ad altri, di si è tanto parlato in precedenza,
vengono realizzate in ragione delle seguenti proprietà del fluido: Fluido Incomprimibile; Fluido Viscoso; Fluido a Conduttività Elettrica
Uniforme; Nell’equazione
di Navier-Stokes bisogna inserire l’ipotesi di incomprimibilità e trascurare
l’effetto delle cariche elettriche libere (per le ipotesi di Alfven)
ottenendo:
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