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INTRODUZIONE ·
Onde di Alfven ·
Onde di Alfven smorzate ·
Onde MHD in un dominio
cilindrico infinito: il caso delle Oscillazioni Torsionali · ·
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INTRODUZIONE Uno dei problemi più importanti della MHD è quello che riguarda la formazione e la propagazione di onde dovute a piccole perturbazioni. I moti ondosi nei fluidi elettricamente conduttori presentano lineamenti caratteristici assai interessanti e trovano applicazione in molti problemi geofisici ed astrofisici come, ad esempio, la teoria delle macchie solari. Nel seguito viene fatta una breve rassegna di casi piuttosto semplici. Onde di Alfven Le
onde MHD più semplici sono quelle in cui la velocità di fase dell’onda è
parallela alle linee di forza magnetica e la velocità della particella è
perpendicolare alle linee di forza magnetica. Nell’intenzione
di iniziare a studiare queste onde facciamo l’ipotesi di fluido ideale
(fluido non viscoso, incomprimibile e ad alta conduttività elettrica) ed
ipotizziamo l’assenza di forze di massa non elettromagnetiche. Supponiamo
che il fluido sia immerso in un campo magnetico H0
uniforme e costante. Sia h il campo magnetico indotto dovuto alla
perturbazione, per cui il campo magnetico totale risulta essere: H = Ho + h. Nell’ambito
delle ipotesi introdotte è sufficiente utilizzare l’equazione di Eulero
decurtata delle forze non elettromagnetiche e comprensiva dei termini
elettromagnetici:
L’espressione
ÑxH
può essere riscritta come: ÑxH = ÑxH0 + Ñxh
cioè si ha:
essendo
H0 un campo vettoriale uniforme. Consideriamo
ora una terna ortogonale destra S:={(O;x,y,z)} il cui l’asse Oz sia nella direzione e nel verso del campo
magnetico uniforme H0. Facciamo ora l’ipotesi di piccole
oscillazioni per la quale possiamo trascurare i quadrati ed i prodotti delle
quantità piccole h ed u. Riscriviamo la
(1) come:
La
quale in virtù della:
e
dell’incomprimibilità del fluido può essere riscritta nel seguente modo:
Il
termine convettivo al primo membro della (3) è trascurabile per l’ipotesi
delle piccole oscillazioni. Il termine magnetico della (3) può essere invece
riscritto come:
Il
primo termine al secondo membro della (4) diventa:
cioè:
Il
primo ed il terzo termine al secondo membro della (5) sono nulli vista
l’uniformità di H0 e l’ultimo termine al secondo membro è trascurabile
vista l’ipotesi di piccole oscillazioni, perciò:
Il
secondo termine al secondo membro della (4) può essere a sua volta essere
riscritto come:
Applicando
la proprietà distributiva prodotto scalare rispetto alla somma vettoriale si
ottiene:
Il
primo termine al secondo membro è trascurabile poiché H0 è uniforme, il secondo è nullo per
l’ipotesi di piccole oscillazioni per cui:
Sostituendo
(4), (6) e (8) nella (3) privata del termine convettivo si ha:
essendo
H0=H0ek la (9) diviene:
essendo
entrambi i campi vettoriali h e u solenoidali si
può facilmente concludere che
per
la (11,a) il campo scalare f=p+mH0×h è armonico; se ora supponiamo che il fluido si estenda fino
all’infinito in tutte le possibili direzioni poiché la soluzione della (11,a)
deve essere regolare in tutti i punti dello spazio allora l’unica soluzione
fisicamente plausbile per la (11,a) è:
sostituendo
la (11,b) in (10) si ottiene:
Il
problema dinamico in esame è descritto anche dall’equazione di interazione
del campo cinetico con il campo magnetico (vedi “Equazioni della
Magnetofluidodinamica” www.ingegnerianucleare.net), la quale per effetto dell’ipotesi di
conduttività elettrica molto elevata diventa:
applicando
la decomposizione del campo magnetico H=H0+h la (12) diventa:
Il
secondo termine all’interno della parentesi nella (13) è trascurabile
rispetto al primo per l’ipotesi di piccole oscillazioni, per cui la (13)
diviene, viste anche le proprietà di H0:
Si
effettua ora il calcolo del termine al secondo membro della (14) partendo dal
fatto che: uxH0=nH0e1-uH0e2 per cui:
effettuando
il calcolo del determinante della matrice al secondo membro della (15) si
ottiene:
essendo
H0 uniforme la (16) si può scrivere:
per
l’equazione di continuità si ha che:
la
quale sostituita in (17) permette di scrivere:
cioè:
sostituendo
la (19) in (14) si ha:
eliminando
dalla (11,c) o dalla (20), facendo uso del teorema di Schwarz, la velocità u o il campo magnetico h si trova che tali campi vettoriali devono
soddisfare la medesima equazione differenziale:
dove:
è
la velocità di fase delle onde di
Alfven. Bisogna tener presente dalla meccanica delle onde che la (21) è
l’equazione di D’Alembert è tutti i campi vettoriali soluzione della (21) assumono
comportamento ondulatorio ovvero la forma la forma matematica:
per
cui è banale concludere che sotto le ipotesi del problema posto il campo di velocità
ed il campo magnetico sono delle onde progressive monodimensionali. Dovendo
essere Ñ×h=0 allora si avrà:
ed
avendo a che fare con un fluido di estensione infinita si avrà Ñ×h0=0 ed
essendo (u0,h0)= (u0,h0)(x,y) la (23) diventa:
la
(24), quindi, è soddisfatta se e solo se:
lo stesso procedimento
può essere ripetuto per il campo velocità ottenendo:
La
(25) e la (26) permettono di concludere che i vettori (u0,h0)
e quindi anche u ed h sono ortogonali
alla direzione di propagazione del fronte d’onda. Onde di Alfven smorzate L’oggetto
di analisi di questo paragrafo sono le onde magnetoidrodinamiche di piccola
ampiezza in un fluido incomprimibile viscoso e a conduttività elettrica
finita. Nelle
ipotesi appena poste le equazioni necessarie alla soluzione del campo moto
sono le equazioni del problema magnetoidrodinamico (vedi “Equazioni della
Magnetofluidodinamica” www.ingegnerianucleare.net). Le equazioni differenziali di interesse,
essendo sempre valida l’ipotesi delle piccole oscillazioni, vengono
linearizzate secondo lo stesso procedimento del paragrafo precedente tenendo
però conto dei termini dissipativi ed ottenendo:
dove,
come prima, h è il campo magnetico variabile, u è la velocità del fluido, ν è la viscosità cinematica e σ è
la conduttività elettrica. Prendendo, come già fatto, l’asse z nella
direzione di H0la (27) e la (28) assumono la forma:
per
la linearità dell’operatore di Laplace e di quello di derivata la (30) si può
riscrivere come segue:
Prendendo
la divergenza di entrambi i membri della (31) ed essendo solenoidali sia h che u si deduce che se il fluido è illimitato si deve avere p+mH0×h=cost, per cui
la (29) diventa:
cioè:
applichiamo
l’operatore (¶/¶t-hÑ2) ad entrambi i membri della (33) e dividendo membro a membro per mH0/r si ottiene:
eguagliando
(31) e (34) si ottiene:
lo
stesso procedimento appena sviluppato per u si estendere con
considerazioni analoghe ad h, Ñxu e Ñxh
allora, indicando con A il vettore generico fra quella appena
citati, si può scrivere:
con
velocità
di Alfven. Il comportamento ondulatorio descritto dalla (36) è tipicamente detto
di Diffusione-Dissipazione. Si può facilmente notare che nelle ipotesi di
viscosità cinematica nulla e di conduttività elettrica infinita si ritorna
alla stessa forma matematica discussa nel precedente paragrafo di questo
capitolo. La
condizione msn<<1 equivale a porre 1/sm>>n cioè che l’effetto della conduttività
elettrica sia molto maggiore di quello della viscosità fluidodinamica (tale
condizione è tipica dei metalli liquidi e dell’interno delle stelle) quindi
la (36) diventa:
Si
mostrerà ora che in un liquido non viscoso a conducibilità elettrica finita
si possono eccitare onde smorzate di ampiezza finita. Si facciano le seguenti
ipotesi:
e
si risistemi leggermente la (37):
Viste
le ipotesi fatte si ha:
per
cui la (38) diventa:
consideriamo
delle onde armoniche monocromatiche monodimensionali di pulsazione ω
scritte in notazione complessa:
Sostituendo
la (40) in (39) tenendo conto che
si
ha:
Considerando
una perturbazione di lunghezza d’onda assegnata si ottiene la relazione di
dispersione:
se
è soddisfatta la condizione
allora
si hanno delle onde smorzate monocromatiche monodimensionali di ampiezza
finita che si propagano nella direzione dell’asse z indifferentemente in un
verso o nell’altro. Ponendo w=b+ja con
e
sostituendo in (40) si ottiene:
dove
è
il fattore di smorzamento. Onde MHD in un dominio
cilindrico infinito: il caso delle Oscillazioni Torsionali Il
problema che ci si propone di studiare in questo paragrafo riguarda le
oscillazioni torsionali che si possono instaurare in un dominio
assialsimmetrico di estensione infinita nelle ipotesi di fluido
incomprimibile, elettricamente conduttore, totalmente bagnante il dominio in
esame ed immerso in un campo magnetico esterno uniforme e costante e diretto
secondo l’asse del dominio. Nella disamina di questo problema si considererà,
contrariamente a quanto si fa in generale in Magnetoidrodinamica, anche la
corrente di spostamento per cui le equazioni necessarie alla soluzione del
problema Elettromagnetico sono:
A
partire dalla (46) si ottiene:
dove
si è tenuto conto di (44), (45) e (47). Nel parte idrodinamica del problema,
invece, in virtù della seconda ipotesi di Alfven (vedi “Equazioni della
Magnetofluidodinamica” www.ingegnerianuclare.net) trascuriamo l’effetto della corrente di
spostamento perciò:
la
quale può essere riscritta come segue:
le
relazioni (48), (50) e la condizione di incomprimibilità di un fluido
costituiscono un sistema di equazioni sufficienti alla soluzione del problema
posto in apertura di paragrafo. Si
può ora decomporre il campo magnetico, come già fatto più volte in questa
trattazione, nel seguente modo: H=H0+h ed, inoltre, introducendo l’ipotesi di
piccole oscillazioni la (50) diviene:
dove
f è il potenziale delle forze non elettromagnetiche;
lo stesso ordine di idee porta a scrivere, nelle ipotesi prima introdotte, la
(48) come:
prendendo
la divergenza di entrambi i membri della (51) si ottiene:
Nell’ipotesi
di simmetria assiale deve necessariamente essere: h=heq, u=ueq e ¶/¶q(u,h)=0, per cui il sistema di
equazioni vettoriali (51) e (52) diviene un sistema di due equazioni scalari:
Nella
(54) e nella (55) non compare il termine associato a Ñ(p/r+mH0×h-f)
essendo il moto assialsimmetrico. Le equazioni Ñ×h=0 e Ñ×u=0 sono, inoltre, identicamente soddisfatte;
facciamo ora l’ipotesi di onde sinusoidali:
e
che
sostituite in (54) e (55) danno:
Le
soluzioni delle (58) e (59) sono ovviamente vincolate a possedere rappresentatività
fisica per cui è necessario che le soluzioni siano regolari in corrispondenza
di r=0 e che, essendo il
campo magnetico esterno uniforme, la variazione di h si annulli in
corrispondenza della frontiera del dominio cioè:
Tipiche
soluzioni delle (58) e (59) soddisfacenti le condizioni di cui si è appena
discusso sono:
dove J1 è la funzione di Bessel di prima specie e
di primo ordine ed as è l’s.mo zero di J1(x). Sostituendo in (58) e (59) le soluzioni
(60) si ottiene:
eliminando
le costanti As e Bs da (61) e (62) si ottiene:
dove,
come al solito
è
la velocità di Alfven. Riordinando ora la (63) rispetto a k si ha:
Per
ogni zero dalla funzione di Bessel di primo ordine e di prima specie la (64) fornisce
degli appropriati valori del numero d’onda. A ciascuno di tali valori
corrisponde un modo normale di oscillazione ks che si propaga
nella direzione del campo magnetico uniforme H0. Essendo i numeri d’onda ks dei numeri complessi le onde saranno smorzate. Nell’ipotesi
di fluido non viscoso e nell’ipotesi di trascurabilità della corrente di
spostamento (e=0)
la (64) porge:
per
cui la velocità di fase del modo s.mo (Us=w/ks) è:
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