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Applicazioni Energetiche dell'Idrogeno ·
· Produzione di H2 per via nucleare mediante
steam reforming · Guglielmo Lomonaco
– Pierpaolo Rocchi – Vincenzo Romanello ·
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INTRODUZIONE ·
steam
reforming del metano per la produzione di H2 e metanolo ·
steam reforming per via
nucleare ·
Analisi preliminare di sicurezza
della produzione di H2 con il reattore
HTTR ·
Conclusioni e
prospettive future ·
BIBLIOGRAFIA ·
·
·
· INTRODUZIONEDato
il continuo aumento della popolazione terrestre (oggi la popolazione mondiale
si aggira intorno a 6 miliardi di abitanti, secondo
alcune proiezioni dovrebbe sfiorare gli 8 miliardi nel 2030) e quindi della
domanda di energia (anche perché un adeguato approvvigionamento energetico fa
parte dei più elementari diritti umani) sono divenute sempre più importanti
(e sempre più lo diverranno) negli ultimi anni le preoccupazioni mondiali
nell’ambito dei rifornimenti energetici e dell’impatto ambientale antropogenico. In tal senso appare evidente che l’opzione nucleare potrà contribuire significativamente alla
risoluzione del problema. Negli
ultimi anni l'idrogeno ha focalizzato l’attenzione della comunità scientifica
date la sua abbondanza (anche se non allo stato libero) ed il suo ridotto
impatto ambientale nella produzione energetica (sia nei motori a combustione
interna che nella emergente tecnologia delle celle a
combustibile). È possibile infatti realizzare motori
a combustione interna che oltre a non emettere particolato,
CO, CO2, SO2, ed idrocarburi incombusti ha anche
bassissime emissioni di NOx (grazie alla
diminuzione della temperatura della fiamma). Le celle a combustibile non
presentano alcun tipo di emissioni. I problemi
nell’utilizzo di questa fonte energetica riguardano l’accumulo ed il
trasporto (l’idrogeno è un gas molto leggero, difficilmente liquefabile). Infatti si deve sempre ricordare che l’idrogeno è
un vettore energetico e non una fonte di energia. L’energia necessaria per la
sua produzione deve,
pertanto, essere fornita da qualche altra fonte primaria. Attualmente il sistema più diffuso prevede il ricorso
ai combustibili fossili, in particolare al gas naturale. Dato il basso prezzo
attuale di quest’ultimo l’idrogeno attualmente viene prodotto principalmente per questa via (Steam Reforming con vapore). Si
deve rammentare però che innanzitutto tale fonte non
è rinnovabile, emette importanti quantitativi di emissioni di gas serra
(circa In
tal senso il calore nucleare prodotto dal Reattore ad Alta Temperatura (HTR)
può fornire un significativo aiuto in quanto fonte
di calore ad alta temperatura a buon prezzo ed esente da emissioni di gas
serra (si ricordi che attualmente circa il 45% del metano utilizzato nello steam reforming viene
utilizzato per produrre il calore necessario per la reazione). Tuttavia bisogna ricordare che il gas
naturale ha subito notevoli variazioni di prezzo negli anni, e che secondo
alcune stime il suo prezzo continuerà a crescere. Se inoltre le preoccupazioni ambientali
in merito al riscaldamento globale legato in
particolare alle emissioni di CO2 prevarranno (e pertanto verrà
introdotta una carbon tax)
il prezzo dell’idrogeno prodotto con processi nucleari potrebbe nel breve
periodo essere paragonabile, o addirittura inferiore, a quello prodotto con i
sistemi tradizionali attuali. Nell'ambito
del presente lavoro si è preso in considerazione l'apparato sperimentale,
utilizzato dalla JAERI per la produzione di idrogeno
con il processo di steam reforming,
per svolgere un'analisi preliminare di sicurezza mirante alla determinazione
dei punti critici dello stesso ai fini della sicurezza. In seguito sono state
anche considerate le conseguenze di una ipotetica
sequenza incidentale che prevedesse la fuoriuscita di idrogeno nelle
condizioni fisico-chimiche nelle quali si trova all'interno dell'impianto. steam reforming del metano per la produzione di H2
e metanolo Questa
tecnologia è un sistema ampiamente sperimentato ed economico per produrre
idrogeno. Probabilmente sarà uno processi più importanti
per la produzione di questo vettore energetico nei prossimi anni. Le reazioni
chimiche di base per il processo sono:
In
particolare per la seconda reazione stechiometrica (in cui una molecola di
metano reagisce con due di vapore acqueo fornendone una di anidride
carbonica e quattro di idrogeno) si liberano Nella
Figura 1 sono sintetizzati i parametri del processo ed in particolare il
rendimento della conversione del CH4 nel reforming
in funzione della temperatura e del rapporto H2O/CH4.
steam reforming per via nucleare
Le
reazioni di formazione dell’idrogeno sono endotermiche e, nei processi tradizionali,
occorre bruciare combustibili fossili per fornire il calore richiesto. I
reattori HTR potrebbero fornire il calore necessario alla reazione con un
notevole risparmio di risorse e una diminuzione dell’emissione di gas ad
elevato impatto ambientale. La
JAERI ha effettuato una serie di studi per
verificare la possibilità di utilizzare questo processo accoppiato al
reattore HTTR. I test dell’impianto sperimentale sono previsti per il 2007. I
punti fondamentali dello studio riguardano la possibilità di utilizzare un reformer di nuova concezione e un generatore di vapore a
convezione naturale integrato con uno condensatore
ad aria a circolazione naturale. Particolar attenzione
è stata posta nello sviluppo e nella progettazione dei concetti di sicurezza,
in particolare per ciò che riguarda gli incendi e le esplosioni che si
possono originare nell’impianto. Il diagramma di flusso dell’impianto è
riportato nelle Figura 2.
Figura 2 Il
programma New Sunshine avviato in Giappone nel 1993
prevedeva una serie di studi sui possibili sistemi per la produzione di idrogeno. All’interno di questo programma è stata
studiata la possibilità di utilizzare un reattore HTGR per fornire il calore
necessario per il processo di Steam Reforming ottenendo un elevato rendimento del processo e
azzerando le emissioni di CO2. Questo processo è in grado di
produrre vettori energetici a basso impatto ambientale riducendo al contempo l’inquinamento
ambientale. La JAERI ha studiato la possibilità di
accoppiare il reattore HTTR ad un impianto per la produzione di idrogeno e metanolo. Il processo analizzato presenta le
seguenti caratteristiche: -
È altamente probabile la fattibilità di un siffatto
sistema in quanto coinvolge tecnologie sperimentate e conosciute; -
Dimostrare la fattibilità dell’accoppiamento tra lo steam
reforming e il reattore HTTR aprirebbe la strada ad
altre sperimentazioni nel campo dello sfruttamento del calore ottenuto per
via nucleare; -
Lo steam reforming
tramite impianto nucleare come mezzo per la produzione di idrogeno
senza emissione di CO2 potrebbe essere il punto di partenza per la
transizione a uno scenario energetico basato sull’utilizzo dell’idrogeno come
principale vettore energetico in luogo dei combustibili da idrocarburi; -
Alcune delle tecnologie necessarie sono già state sviluppate nel corso di altre campagne di studio. Lo
schema semplificato del sistema è riportato nella seguente
Figura 3.
Figura
3 I
parametri del sistema sono riportati nella Figura 4
(diagramma di flusso del processo di steam reforming accoppiato al reattore HTTR) e nella tab. 1.
Figura 4
Tabella 1 Questo sarà probabilmente il primo fra i primi processi
con cui il calore di origine nucleare verrà
utilizzato per produrre idrogeno, essendo questa tecnologia ormai ben
conosciuta e collaudata. Questo processo su scala industriale richiede
temperature dell’ordine degli
Figura 5
Figura 6
Figura 7 Nella Tabella 2 è rappresentato un confronto tra le condizioni operative del processo di reforming di produzione dell’idrogeno nel campo convenzionale a combustibile fossile e nel sistema nucleare HTTR
Tabella 2 Nella
Figura 8a e Figura 8b sono rappresentati alcuni
esempi di reformer per gli impianti HTR.
Figura 8a
Figura
8b Nella
Figura 9 seguente sono rappresentati i risultati dei test in termini di
produzione oraria di idrogeno nell'impianto
sperimentale della JAERI.
Figura 9 In
tutti i processi di produzione industriale dell'idrogeno che presuppongano
l'utilizzo di impianti chimici associati a quelli
nucleari, appare opportuna la separazione degli stessi. L’idea di fondo è quella di disaccoppiare
l’impianto chimico da quello nucleare, per motivi di sicurezza
(contaminazione dell’idrogeno con sostanze radioattive, in particolare il
tritio, e penetrazione di agenti corrosivi all’interno del reattore
nucleare), attraverso l’uso di uno scambiatore di calore intermedio (IHX, Intermediate
Heat Exchanger), (Figura
10).
Figura 10 Il
fluido vettore più usato è l'elio, ma in linea di principio si potrebbero utilizzare anche CO2, Ar, Ne, N2, vapore. L'utilizzo di questo componente consente pertanto di: -
minimizzare la contaminazione della parte chimica (che può pertanto essere
posta all'esterno del contenimento del reattore) -
prevenire l'ingresso di acqua e/o gas di processo
nel nocciolo in caso di rottura delle tubazioni di scambio -
ridurre i fenomeni di permeazione dell'idrogeno
nell'elio del circuito primario e del tritio nella direzione inversa Dal
punto di vista meccanico-strutturale le pareti dell'IHX dovrebbero essere
realizzate con materiali che resistano molto bene
alle alte temperature. Inoltre tali materiali dovrebbero presentare buone
caratteristiche di resistenza al creep ed alla
fatica, così come un'adeguata resistenza all'insorgenza di fenomeni di instabilità elastica. Le tensioni primarie e secondarie
in tale tipo di componenti dovrebbero essere
mantenute quanto più basse possibile. Fra le leghe commercialmente
disponibili rispondenti a tali particolari specifiche (INCONEL 617, lega a
base di Ni-Cr-Co-Mo
tipicamente utilizzata nelle turbine a gas – HASTELLOY X, ega
a base di Ni-Cr-Mo sviluppata per l'utilizzo nelle
turbine a gas – INCOLOY 800H, lega a base di Fe-Ni-Cr
utilizzata per i generatori di vapore in campo nucleare) quella che
maggiormente si presta all'utilizzo prolungato nel tempo previsto (~100000
ore) è risultata essere l'INCONEL 617. Visto l'alto costo di tale lega e le
elevate temperature in gioco, è in corso lo sviluppo di nuovi materiali, per
lo più ceramici. Occorre
comunque tener presente che la JAERI ha effettuato
solo un test in scala 1:30, simulando la parte nucleare dell’impianto con un
riscaldatore elettrico da 380kW per portare l’elio del circuito secondario
fino a
Figura
11 Analisi preliminare di sicurezza della
produzione di H2 con il reattore HTTR Ai
fini dell'effettuazione di un'analisi preliminare di
sicurezza, si è preferito usare una metodologia FMEA piuttosto che HAZOP
sostanzialmente per due motivi: · non tutti i dati
necessari allo svolgimento di un'analisi HAZOP erano disponibili e/o
reperibili; · l'unico apparato
fino ad oggi realmente costruito e funzionante ha il carattere di test di
laboratorio, pertanto; - le dimensioni delle apparecchiature nonché le quantità di sostanze pericolose implicate nel
processo risultano essere piuttosto ridotte; - i risultati ottenuti dall'analisi
sarebbero risultati essere sostanzialmente inapplicabili per apparati
analoghi ma di dimensioni maggiori (al
contrario di quanto avviene per un'analisi più qualitativa di tipo FMEA) I più significativi (dal punto di vista del rischio potenziale) risultati dell'analisi FMEA effettuata sull'impianto sperimentale della JAERI per la produzione di H2 mediante Steam Reforming sono riportati nella successiva Tabella 3.
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